La Caritas diocesana di Belluno-Feltre
attiva una sottoscrizione per Haiti
(13 gennaio 2010)
Un devastante terremoto ha colpito la capitale di Haiti, distruggendo molti edifici e seppellendo, sotto le macerie, migliaia di persone. Questa tragedia si aggiunge alla cronica povertà di questo paese, il più povero dell’America Latina. Le prime notizie parlano di migliaia di persone rimaste sotto le macerie, numerosi edifici crollati, tra i quali gli ospedali e altri edifici pubblici.
La Caritas italiana, presente in questo paese con piani di promozione dei diritti della donna e interventi per l’economia solidale in appoggio alle Caritas diocesane haitiane, invita ad unirsi per far fronte a questa emergenza. Per tutti gli interventi in questa regione le diocesi faranno capo alla Caritas italiana.
Chi vuol contribuire può inviare direttamente le offerte alla Caritas italiana, che le riceve sul c/c postale n. 347013. Anche le parrocchie di Belluno-Feltre e la Caritas diocesana in piazza Piloni, 11 a Belluno si fanno collettori dei contributi. La Caritas diocesana è aperta dalle 9 alle 12 dei giorni feriali, eccetto il sabato.
Contributi si raccolgono anche sul conto corrente postale che ha per
IBAN IT57 K 07601 11900 000037921327, intestato a “Diocesi di Belluno-Feltre – Caritas diocesana”,
sui conti correnti bancari che hanno per
Iban IT10 C02008 11910 000003490760 (Unicredit banca)
oppure IT81 K062 2511 9100 00000180028 (Cassa di risparmio del Veneto).
È sempre necessario specificare la causale: "terremoto Haiti 2010".
“Famiglie in salita”, la Caritas diocesana
amplia ulteriormente la gamma degli aiuti a chi è in difficoltà
con l’Avvento di fraternità 2009
(27 novembre 2009)
Si intitola “Famiglie in salita” l’iniziativa che la Caritas diocesana di Belluno-Feltre proporrà a partire da domenica 29 novembre, prima domenica di Avvento, a tutte le comunità cristiane. Si tratta di ciò che è conosciuto nel mondo ecclesiale come “Avvento di fraternità”, una iniziativa che coinvolge la raccolta di fondi, ma anche la spiritualità e il discernimento comunitario in preparazione al Natale.
Il contesto è quello dell’attenzione alle persone in difficoltà. La diocesi di Belluno-Feltre ha voluto esprimere attraverso il fondo diocesano di solidarietà la vicinanza della Chiesa a chi ha perso il lavoro. “Ci siamo accorti però – ha detto il direttore della Caritas, don Giorgio Soccol – che i parametri per accedere agli aiuti correvano il rischio di escludere alcune situazioni di disagio”. Qualche esempio? “Mamme sole con bambini; anziani soli con pensioni basse; famiglie numerose, persone che a causa della disgregazione familiare hanno visto precipitare la loro vita, non solo economicamente ma anche umanamente”. A sostenere queste persone saranno destinati i fondi raccolti con l’Avvento di fraternità 2009.
“Famiglie in salita”, che dà il nome all’iniziativa, è stato mutuato dal titolo dell’annuale rapporto Caritas nazionale sulle povertà: “Tra i dati si capisce – continua don Soccol – come la famiglia in questo momento è il vero anello debole della società: molte famiglie non ce la fanno più ad arrivare a fine mese, a pagare l’affitto, a seguire l’educazione dei figli, perfino a curarsi in modo dignitoso”. Il Vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Giuseppe Andrich, quando aveva annunciato il tema dell’Avvento di fraternità durante l’omelia tenuta nella solennità di san Martino in Cattedrale, aveva posto l’accento sui bambini: “Vogliamo offrire soccorso – aveva detto il Vescovo – con criteri incentrati sui figli. In questi anni molte cose sono cambiate nelle nostre case: l’organizzazione del lavoro, l’aumento di difficoltà economiche, le frantumazioni dei nuclei familiari: tutti fatti che hanno portato disagi ai componenti, in particolare ai più giovani”.
Oltre alla raccolta delle offerte che saranno destinate alle famiglie in difficoltà, specie con bambini, l’Avvento di fraternità coinvolge la preghiera, grazie a un sussidio che riporta pensieri di meditazione per ogni giorno dell’Avvento e interroga le comunità parrocchiali sull’attenzione ai più poveri. Tra gli spunti di riflessione che don Soccol lancia, c’è anche quello della tentazione di pensare alla carità in maniera accessoria, non integrarla tra i compiti di chi presiede la comunità: “la carità non è solo questione di buon cuore, ma riguarda anche le istituzioni”. Le offerte da destinare all’Avvento di fraternità possono essere consegnate ai parroci, alla sede della Caritas diocesana (presso il Centro Giovanni XXIII, aperta dalle 9 alle 12 di tutti i giorni feriali), sui conti correnti bancari Unicredit Banca (Iban: IT10 C02008 11910 000003490760) e Cassa di Risparmio del Veneto (Iban: IT81 K062 2511 9100 00000180028), ambedue intestati alla Caritas diocesana di Belluno-Feltre. In tutti i casi, specificare la causale:
Avvento di fraternità 2009. Sono stati stampati anche dei biglietti per gli auguri natalizi, acquistabili presso la Caritas, il cui ricavato andrà a vantaggio dell’Avvento di fraternità 2009.
QUARANTACINQUE FAMIGLIE
SOSTENUTE DAL FONDO DIOCESANO DI SOLIDARIETÀ
(22 ottobre 2009)
Venerdì scorso 16 ottobre si è riunito per la sesta volta il comitato di valutazione del Fondo
straordinario di solidarietà della diocesi di Belluno – Feltre a favore di chi ha perso il lavoro a causa
della crisi in atto.
Molte sono state le richieste finora esaminate. Questo anche a causa delle discriminanti
norme messe in atto dal fondo provinciale che ha escluso "preferibilmente" i più bisognosi dalla
possibilità di accedere all'aiuto, lavoratori precari in testa, soprattutto immigrati.
Quarantacinque le famiglie finora sostenute; molte quelle che abbisognano di
approfondimenti e progetti personalizzati che proprio in questi giorni si stanno facendo. 92 mila
euro impegnati. Molte sono state in questo ultimo periodo le famiglie bellunesi e feltrine
provenienti da paesi stranieri.
Che gli immigrati, in questa crisi, siano più numerosi tra i bisognosi, non occorre essere
molto intelligenti per capirlo, essendo ovviamente uno degli anelli più deboli della società.
Contratti a termine; affitti pesanti; difficoltà di inserimento anche a causa dell'oscena paura sparsa a
piene mani tra la gente in questi tempi, sono le caratteristiche prevalenti dell'immigrazione attuale a
Belluno.
Una considerazione però va fatta: tra gli stranieri accolti, diversi provengono dall'America
latina, continente privilegiato della nostra emigrazione nei decenni scorsi a partire dalla fine dell' '800. Gente venuta qui da noi piena di speranza, illusa dalle promesse di politici anche locali, che a
parole hanno fatto loro ponti d'oro: "a Belluno sarete i benvenuti, è la terra dei vostri avi; avrete la
doppia cittadinanza; daremo la precedenza a voi nel lavoro" e che alla verifica dei fatti ha scoperto
nel momento della difficoltà, un paese dei balocchi, dove i balocchi sono loro. Questa esperienza ci
conferma nella certezza che questo mondo non ha più bisogno di cerotti, ma di esser rifatto dalle
fondamenta su quelle solide basi di fratellanza che deve coinvolgere anche l'economia e che
l'ultima enciclica del Papa ha messo al centro dell'attenzione di tutti gli uomini di buona volontà. Non nascondiamo il disagio di vivere in una società nella quale scelte politiche ben chiare,
producono poveri per poi curarli. Noi crediamo che non è con l'elemosina che s'aggiusta il mondo,
ma con una società più giusta. E questa è l'unica cosa che giustifichi la politica.
Dispiace infine constatare come un aspetto così importante della dottrina sociale della
Chiesa sia così disatteso anche da parte di sedicenti cristiani impegnati in politica. Mi vengono in
mente le parole di don Giussani quando ammoniva dicendo: "ricordatevi che le grandi menzogne
sono spesso frutto di tante piccole verità". E' proprio ciò che sta accadendo.
Da segnalare in positivo l'impegno di persone singole, ma anche di gruppetti come a
Longarone, Igne e Ospitale di Cadore che ogni mese si auto tassano per dare un sostegno a chi è
maggiormente colpito da questa crisi. Un esempio che dovrebbe essere seguito da tutti i cristiani
come ci hanno ricordato i Vescovi del triveneto proponendo questa iniziativa. Anche le comunità
cristiane sentano la gioia di poter condividere e accompagnare quanti in questi tempi sono senza
lavoro e sostegno.
don Giorgio Soccol
direttore della Caritas diocesana
di Belluno-Feltre
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